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Enrico Baraldi e Alessandro Sbarbada
LA CASTA DEL VINO
111 informazioni utili per non farsi imbottigliare
COLLANA: Eretica
GENERE:
pp. 200
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PREZZO: 11,05 euro (15% di sconto sul prezzo di copertina: 13,00 euro)
ISBN: 978-88-6222-185-6
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In Italia le vendite di vino sono calate del 70 per cento negli ultimi 40 anni. Gli italiani ci hanno guadagnato in qualità e durata della vita, in salute e in sicurezza, anche se molto resta da fare. Alcuni ci hanno perso in soldi: viticoltori, aziende vinicole piccole e grandi, distributori, venditori, gestori di locali e discoteche. Per questo è in atto una sistematica controffensiva di promozione al bere da parte di una casta potentissima, protetta da politici e alleata a divulgatori (pseudo)scientifici.
Queste 111 notizie svelano le strategie di inganno utilizzate dalla casta del vino e delle altre bevande alcoliche, in azioni tanto disperate quanto prive di scrupoli. Pur di tornare a vendere come un tempo coinvolgono mamme in gestazione, neonati, bambini all’asilo e anziani, utilizzando personaggi dello spettacolo, anchormen, esperti, governatori, ministri o ex-ministri, ultraottantenni presidenti della Repubblica e persino il Buon Gesù. |
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21/10/2011
commento
testo offensivo e denigratore. A chi giova la disinformazione? Un modo come un altro per mettersi qualche soldo in tasca e poi parlate di casta come qualcuno che si approfitta di altri e voi fate lo stesso. Vergogna
enoz |
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31/10/2011
caro Enoz, lo ha letto il libro?
Libertà di opinione, per carità. Ma fino ad ora, con una sola eccezione, le poche critiche negative al nostro testo ci sono arrivate da persone che non lo avevano prima letto.
Chiedo al signor "Enoz" di indicare UNA considerazione offensiva o denigratoria contenuta nel nostro libro, e a che pagina. Così magari usciamo dal generico e discutiamo sul merito di quello che abbiamo scritto.
Grazie.
Alessandro Sbarbada
alexsbar |
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16/11/2011
io il libro l'ho letto
in realta non c'è capitolo o pagina dove non ci sinao nitizie fuorvianti. Citiamo le prime: pag. 6 "le bevande alcoliche sono la prima causa di morte per i giovani europei tra i 15 e i 29 anni. Ed è provato (non si sa bene da chi e come, in quanto affermazione del tuttto falsa) che la bevanda alcolica per eccellenza consumata in Italia è per l'appunto il vino (affermazione fuorviante visto che prima ci si riferiva ad una fasci di età e ora ad una nazione, falsa percheè in quella fascia di età il vino è la quarta bevanda consumata dopo shot, birra, superalcol e poi vino) e poi si contua con toni apocalittici " per cui in gran parte ad esso (il vino?) vanno attribuite tra le 21 e le 25 mila morti ogni anno". Salto solo per accellerare i tempi tralasciando altre perle di qualunquinsmo a pag. 12 cap. 8 Happy Hours Drig, qui un solo commento che c'entra il vino? stessa a cosa a pag.14 cap. Mi Sparo o pag.15 cap. Dalla merendina all shottino. Insomma per farla breve anche io penso che si voglia usare in maniera strumentale il termine vino solo per attrarre potenziali acquirenti del testo quando invece sarebbero necesssarie campagne informative ed educastive e non fuorvianti.
cin cin
Vinacciolo |
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17/11/2011
in risposta a "Vinacciolo"
Che le bevande alcoliche siano la prima causa di mortalità tra i giovani europei tra i 15 e 29 anni è un dato ripetutamente denunciato da documenti ufficiali dell'Organizzazione Mondiale della Sanità.
Che la bevanda alcolica per eccellenza consumata in Italia sia il vino è affermazione verissima e facilmente riscontrabile dai dati sui consumi e sul commercio.
E' vero piuttosto che il vino non è l'alcolico preferito dalle giovani generazioni, nonostante in Italia si investa denaro pubblico per spingere i ragazzi a berlo.
Ma è vero anche che i problemi alcolcorrelati non sono un'esclusiva dei giovani: noi ci occupiamo anche dei loro genitori e nonni (e figli).
Nei nostri libri trattiamo di tutte le bevande alcoliche, e non solo del vino.
La scelta di mettere "vino" nel titolo, e non ad esempio "alcol", è legata alla volontà di contrastare il paradosso tutto italico di voler combattere l'alcol promuovendone il mezzo di assunzione, ovvero le bevande alcoliche. Perché - in realtà - nessuno beve l'alcol.
Dati ufficiali del Ministero della Salute dimostrano che il 57 per cento delle persone in trattamento nel nostro paese per problemi alcolcorrelati consuma prevalentemente quando non esclusivamente vino.
Il vino è - ripeto - la bevanda alcolica più bevuta in Italia.
Non volendo parlare di generico "alcol" la nostra attenzione non poteva che accentrarsi sul vino.
Ma come lei ha ben visto, nei nostri libri ci occupiamo anche degli altri alcolici.
alexsbar |
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