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Maurizio Targa
L'IMPORTANTE È PROIBIRE
Tutto quello che la censura ha vietato nelle canzoni – Prefazione Michele Bovi
COLLANA: Eretica
GENERE:
pp. 176
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PREZZO: 11,05 euro (15% di sconto sul prezzo di copertina: 13,00 euro)
ISBN: 978-88-6222-178-8
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Una scorribanda tra le canzoni italiane colpite dalla censura: da “Fratelli d’Italia” a “Faccetta nera” (boicottata durante il fascismo) passando per “La Pansè” e per Tenco, De André, Battisti, i Pooh, Baglioni fino ai giorni nostri con Elisa, Cristicchi
e i Negrita. Dai velati riferimenti per menti contorte alle censure più incredibili e bizzarre: tutti nel mirino dei moralizzatori per le ragioni più cervellotiche. Mina e Modugno tra i più epurati, mentre per far tacere la Cinquetti si oscurò un Eurofestival, e i Cugini di Campagna furono accusati di istigazione al suicidio,
ma il capolavoro riguarderà la censura di un brano solo strumentale. E perché mai, se la Rai censurava spesso, Radio Vaticana trasmetteva?
Un libro esilarante e sorprendente; una carrellata irresistibile attraverso cent’anni di sforbiciate musicali in un Paese “ufficiale” a forte vocazione censoria. |
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09/11/2011
Da un lettore a Michele Bovi
Ho letto la sua introduzione al bellissimo libro "L'importante è proibire". Solo che non c'entra niente. Affermando che al posto dei censori avrebbe fatto la stessa cosa, avrebbe trovato giusto quello che nel libro viene giustamente sigmatizzato dall'autore (e anche da me). Fa poi due citazioni che dovrebbero essere molto autorevoli ma che trovo del tutto sbagliate. Una di Gaber che vuole censurare il cattivo gusto: se si dovesse censurare tutto ciò che non piace a qualcuno non rimarrebbe quasi niente!! Porre come giustificazione della censura il proprio gusto è terribilmente snob e presuntuoso. Quanto alla citazione di Gino Paoli, il quale asseriva di non dire parolacce davanti alla madre per non offendere la sua sensibilità, da una parte è fuori luogo, dall'altra ha limiti evidenti. Fuori luogo perché nessuno è obbligato a sentire una canzone che non gli piace, e il limite sta proprio nel fatto che si dà luogo ad una censura.
PG |
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09/11/2011
Risposta di Michele Bovi
Caro PG, con quelle dichiarazioni Gaber e Paoli contraddicono l'anima liberale che li ha sempre contraddistinti. e io amo le contraddizioni perchè profumano di disarmante autenticità, mentre sospetto che dietro l'estrema coerenza si celino manierismo e ipocrisia. E' vero che la mia prefazione è in antitesi concettuale con il libro, peraltro preziosissimo, del bravo Maurizio Targa. Che dire: lui m'ha chiesto un'opinione, io l'ho espressa. Prendo atto che lei, PG, l'avrebbe censurata. L'importante è proibire, appunto. Cordiali saluti Michele Bovi
MB |
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