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Riccardo Brun
LA CITTA' DI SOTTO
Noir dell'Est


COLLANA: Eretica
GENERE:
pp. 192
PREZZO: 10,20 euro
(15% di sconto sul prezzo di copertina: 12,00 euro)
ISBN: 88-7226-925-3




 
   
 

Sebastiano Cecere
ELVIS
  Gianni Bandiera
FINANZA? Sì, GRAZIE! MA...
  Bruno de Filippis, Gian Mario Felicetti, Gabriella Friso, Filomena Gallo
CERTI DIRITTI CHE LE COPPIE CONVIVENTI NON SANNO DI AVERE

Un paese di un possibile est europeo, occupato e depredato da un esercito straniero. Nelle viscere della Città, c’è un’altra città: bambini senza famiglia che si guadagnano il diritto di vivere andando a depredare le case abbandonate in superficie. Due ragazzini, Vanja e Maila. Vanja vive nell’inferno di sotto, dormendo accanto alle tubature dell’acqua calda, come accade a migliaia di altri bambini; Maila sta in un campo profughi, nell’inferno di sopra. La loro amicizia nasce dal fango, rubando insieme, cercando una scintilla di umanità. E nell’abbraccio fra Vanja e la piccola nomade l’orrore diventa una favola.
Poi l’incontro con un gruppo di anarchici stralunati e incazzati. Per la prima volta nella loro breve vita, Vanja e Maila vivono il senso forte di una comunità in lotta per un’idea di libertà e per la voglia straziante di un domani migliore.
La città di sotto è un affresco impietoso e al tempo stesso surreale, come sono le tragedie del nostro tempo, viste con gli occhi dei bambini.
Un romanzo che graffia, commuove e ferisce, teso e affilato come una ballata di Nick Cave.

APPROFONDIMENTI

"Il nuovo libro di Riccardo Brun, La città di sotto, si inserisce felicemente nel vasto fermento creativo che sembra attraversare da qualche anno la nostra città - acciaccata finché si vuole - ma forse proprio per questo sempre più ricca di voci, invenzioni, impaziente di testimoniare; insomma sempre più ricca di ruolo e di peso sotto il profilo della produzione letteraria e artistica in genere.
La città raccontata da Brun non è Napoli. L'infanzia derelitta di cui brulica, in superficie come dentro al suo ventre profondo, non è la nostra infanzia. E tuttavia come sottrarsi al sospetto o alla suggestione che la "fabula" ci riguardi molto da vicino? E' una "fabula" che si beve d'un fiato tanto è incalzante. Una "fabula" che, al di là dei suoi pur numerosi difetti, laurea - questo è il mio secco giudizio - un narratore di razza."

Ermanno Rea
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Bucarest, memorie di bimbi del sottosuolo
I boskettari di Pontecorvo già descritti da Brun
: intervista a Riccardo Brun
corrieredelmezzogiorno.corriere.it:80/campania/arte_e_cultura/articoli/2008/10_Ottobre/08/parada_brun.shtml


IlDenaro.txt. intervista a Riccardo Brun
 

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