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Daniela Musini
I 100 PIACERI DI D'ANNUNZIO



COLLANA: Grande fiabesca
GENERE: Saggio letterario
pp. 208
Anno: 2004
PREZZO: 17,00 euro
(15% di sconto sul prezzo di copertina: 20,00 euro)
ISBN: 9788872268087




 
   
 

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La vita di Gabriele d’Annunzio fu lussureggiante e spavalda, costellata di passioni travolgenti e debiti clamorosi, di successi e di scandali.
L’autrice ne trae una sorta di ‘Dizionario dei piaceri’, che spazia dalla A di Arte alla O di Orgia, dalla C di Cocaina alla N di Natiche, dalla O di Onanismo alla S di Superstizione.
Il risultato è un godibilissimo e malizioso glossario, punteggiato di colti rimandi, curiosità e aneddoti inediti, peccati sussurrati all’orecchio.

Il CD-ROM allegato raccoglie uno straordinario inventario iconografico: una panoramica inedita e onnicomprensiva della vita, delle passioni e degli amori del Vate.

APPROFONDIMENTI

La sua sontuosa dimora di Gardone è disseminata di una grande quantità di oggetti scaramantici e simboli contro il malocchio: corna piccole e grandi, mascheroni linguacciuti, talismani d’ogni genere...
Non passava mai sotto una scala e, va da sé, considerava nefasto il numero 13; tanto lo temeva, che era capace di annullare tutti gli impegni, anche importanti, previsti per quella data: “Mio caro Tom – scrisse al suo factotum Antongini – ieri fu venerdì 13. Mi astenni da ogni parola e da ogni atto. Rimasi immobile dinanzi alla faccia della calendaria Medusa”.
D’altra parte proprio il 13 agosto 1922 avvenne il famoso “volo dell’arcangelo”, ossia la caduta da una finestra del Vittoriale, che per poco non lo rimandò al Creatore. Ma c’è da dire che la sua avversione per quel numero era di molto precedente, tanto che nelle lettere l’anno era scritto 1912+1 e, qualora dovesse per forza di cosa scriverlo, lo faceva precedere da una mano raffigurante le corna.
Frequentava volentieri cartomanti e astrologhe, ai cui responsi, però, talvolta reagiva con ironica dissacrazione, come quando, nel luglio del 1909, per sfidare (ed esorcizzare) “il triplice responso di Madame Peters, di Madame de Thébes e della Cinigia”, che gli avevano predetto la morte per il giorno 17 di quello stesso mese, si lanciò a folle velocità con l’automobile e compì ardite evoluzioni a cavallo, sicuro (e a ragione) che sarebbe vissuto ancora per molto.

dalla voce “Superstizione”


I piaceri di D'Annunzio. Recensione di Yamina Oudai Celso su "Corriere delle Alpi", "Tribuna di Treviso", "Nuova Venezia", "Mattino di Padova"
 

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