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Stefano Lanuzza
Vita da dandy
Gli antisnob nella società, nella storia, nella letteratura


COLLANA: Fiabesca
GENERE:
pp. 240, 12x17cm
Anno: 1999
PREZZO: 10,20 euro
(15% di sconto sul prezzo di copertina: 12,00 euro)
ISBN: 9788872265154




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Alla dominante volgarità, il dandy oppone la sua solitaria eleganza morale fatta di sobrio individualismo artistico e ironia critica. Egli vive contro i dogmi del denaro, del profitto, del successo; esule, straniero, indifferente ai traffici del mondo, niente conta per lui più della libertà, della nobiltà d’animo e della possibilità di esprimersi con le proprie opere.

Ecco, forse per la prima volta, un excursus sulla categoria imperscrutabile del dandismo – personificata tra gli altri da Wilde, Proust, Stevenson, Baudelaire, Poe, Virginia Woolf, D’Annunzio, Malaparte – entro una riflessione critica che coinvolge due secoli di storia letteraria e sociale.

L'AUTORE
Stefano Lanuzza ha collaborato alle riviste "Magazine littéraire", "Carte segrete", "Il Ponte", "Il Verri", "Les langues néo-latines", "Metaphorein", "Tabula", "Yale Italian Poetry". Tra i suoi libri di saggistica: Alberto Savinio (1979), L'apprendista sciamano. Poesia italiana degli anni settanta (1979), Cartografie del Negativo. Scrittura e nihilismo (1982), Scill'e Cariddi. Luoghi di "Horcynus Orca" (1985), Lo sparviero sul pugno. Guida ai poeti italiani degli anni ottanta (1987), Disjecta membra. Lunario dello Scorpione (1989), Vittorio Imbriani. Uno 'spadaccino' della parola (1990), Bestiario del nihilismo. Scrittura e animali (1993), Storia della lingua italiana (1994). Ha in preparazione una Storia della letteratura italiana.

APPROFONDIMENTI

Il dandy come emblema di eleganza morale, ironia critica, indipendenza di giudizio, è una figura in estinzione: esclusa dal "coatto supercafone" schiavo della società mediatica, da un'anticultura presenzialista, dal culto della status symbol, del denaro e dell'utile.
Il libro di Stefano Lanuzza percorre due linee parallele: da una parte con la puntuale disamina del dandismo in ambito prettamente letterario, dagli esordi anche mondani in Inghilterra fino agli epigoni dei nostri anni abbracciando due secoli della letteratura mondiale; dall'altra con un variopinto e composito affresco dei contesti dandistici, al fine di ricostruirne gli ambienti, le tendenze, le manie, gli stilemi.
E' così che a partire dall'Inghilterra di lord Brummel e Byron e considerando quegli autori che, non solo in Europa, hanno connotato la vita e le loro opere di spirito dandistico (tra gli altri Baudelaire, Poe, Wilde, Proust, Apollinaire, Jarry, Drieu La Rochelle, Camus, l'americano Fitzgerald, il cubano Lezama Lima e, in Italia, D'Annunzio, Malaparte, Landolfi, Manganelli), giungiamo alla fine del millennio.
Ne risulta un excursus critico che - tra il divertito e l'ironico - non trascura di gettare uno sguardo inquieto al milieu psicologico e sociale che sempre accompagna i percorsi nomadici del dandy: dai Caffè alonati dal fumo di sigari esclusivi al fenomeno della moda, al bestiario simbolico; fino a un 'insultario' come viatico d'autodifesa intellettuale, a citazioni celebri, alla filosofia di un'esistenza dandistica adombrata in un ideale livre de chevet. L'autore, forse il primo ad aver osato sistematizzare e modulare comparatisticamente un così variegato concerto di motivi della cultura occidentale, ci accompagna in questo viaggio con estremo rigore metodologico ma, altresì, con eleganza e leggerezza (categorie tra le più amate dal vero dandy).


 

I COMMENTI DEI LETTORI
  04/11/2011
vita da dandy
condivido a pieno titolo i concetti espressi nel libro ' Vita da dandy'; contro questa societa' ignorante e volgare.

di





enzo adalberto ferrara
 
     
  07/07/2012
vita da dandy
Vivendo un questa sociata' dove la volgarita', la mancanza di eleganza in senso ampio ha avuto la sopraffazione sul buon gusto; ogni giorno di piu' mi sento estraneo e credo di aderire alla filosofia del credo del dandismo.Idealmente sono vicino a Oscar Wilde,D'Annunzio ed altri

enzo adalberto ferrara
 
     

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