Altre due segnalazioni a sostegno della libertà di cultura (e di licenza). La prima riguarda il libro fresco di stampa Copyleft & opencontent - l’altra faccia del copyright, dove Simone Aliprandi offre una ampio panorama della “nuova cultura opensource e opencontent derivata dall’avvento rivoluzionario di Internet e della multimedialità.” Dagli elementi storici che hanno portato al boom di GNU/Linux (e del software libero in generale) ai principi giuridici nati o modificati da tale filosofia ai rilanci che quest’ultima va apportando nell’ambito della creatività in senso più ampio. Un lavoro puntuale e necessario per la scena nostrana, che chiarisce i vari aspetti legati ai modelli innovativi sui diritti di proprietà intellettuale — edito da su carta da PrimaOra
e interamente disponibile sul “sito italiano dedicato al copyleft”. L’altra segnalazione riguarda invece Codice Libero (Free as in Freedom): Richard Stallman e la crociata per il software libero di Sam Williams. Si tratta della biografia - pur se ufficiosa ;-) - del fondatore della Free Software Foundation, importante soprattutto come introduzione all’intera questione e alla figura di Stallman, oltre che per saperne di più sulla nascita della cultura hacker e sui retroscena della contrapposizione tra il movimento per il software libero e i grandi interesi commerciali. Pubblicato presso Apogeo nella primavera 2003 e già liberamente disponibile in formato HTML, ora il testo è stato riorganizzato da Paolo Melchiorre in versioni mirate per la stampa in formato OpenOffice e pdf — grazie mille!
Libertà di licenza (e di cultura)
Rilanci e influenze dell’etica hacker
“L’etica hacker, le pratiche di condivisione e cooperazione interessano ora anche il mercato, che ha assunto il metodo di sviluppo delle comunità hacker per risollevarsi dopo la bolla speculativa della net economy”: questo uno stralcio delle note di copertina di uno stimolante libro di imminente uscita, a suggerire come “la cultura hacker cerca allora di elaborare nuove vie di fuga, insistendo sulla forza delle comunità e sulla responsabilità delle scelte individuali”. Si tratta di OPEN NON È FREE: Comunità digitali tra etica hacker e mercato globale, pubblicato da un altro editore nostrano che ormai da quasi due anni diffonde online testi sotto Creative Commons: Elèuthera. Nel relativo sito sono infatti disponibili non solo materiali di commento e approfondimento sui temi affrontati in svariati titoli in catalogo, ma anche il testo integrale di interi volumi (al momento si tratta di 5, in progressivo aumento) acquistabili in libreria. “Open non è free” è il primo rilasciato contemporaneamente sotto Creative Commons anche in formato cartaceo, e il testo integrale è già disponibile sul sito della comunità che lo ha realizzato, Ippolita.
Vivere felici, con il software libero e licenze “copyleft”
Avanza anche in Italia la diffusione online di pubblicazioni editoriali con licenze “aperte e condivise”. È questo il caso di Come passare al software libero e vivere felici di Stefano Barale, disponibile online sotto licenza per Documentazione Libera GNU fin dall’estate 2003 e ora pubblicato per i tipi di Altreconomia (pp.130 + CD, 11 euro), con gli aggiornamenti del caso. Si tratta di un “Manuale teorico-pratico di autoliberazione informatica,” recita il sottotitolo, che conduce passo passo il lettore verso la conoscenza e l’uso del software libero. Iniziativa assai utile perché, ancor più e prima di dare una mano nelle ovvie technicalities del caso, il testo “spiega perché si può (e si deve) fare consumo critico anche in campo informatico, e dà la possibilità di provare, senza correre rischi, un sistema operativo free.” Ulteriori dettagli si trovano in una breve recensione del libro, in cui si si fa (giustamente) notare come “le modalità di diffusione del libro sono coerenti con i principi che lo ispirano.” Il tutto a conferma del fatto che il doppio binario editoriale (formato cartaceo sotto comune copyright e quello elettronico sotto ‘copyleft’) non fa altro che incrementare la libera circolazione degli artefatti culturali — sperando in un numero sempre maggiore di autori ed editori coraggiosi.
I “commoners” s’arrabbiano, e mandano a casa BzzAgent
È stata annullata la partnership prevista tra Creative Commons e la società di marketing BzzAgent, che si era offerta di promuovere gratuitamente attività e obiettivi dell’organizzazione nei giri mainstream statunitensi. Nostante l’accordo fosse rigorosamente non-profit, è stata la valanga di critiche motivate (e, a volte, infuocate) dei “commoners” a imporre il dietro-front. Come spiega lo stesso Lessig in un dettagliato intervento sul suo blog: “Abbiamo letto, abbiamo discusso, abbiamo perso sonno, abbiamo deciso.” Non mancando, soprattutto, di ringraziare pubblicamente tutti quelli che si son fatti sentire: “Primo, grazie… Non c’è complimento migliore di questo: le critiche degli amici.” Al di là della “bile versata” e accuse di “pratiche non etiche” contro BzzAgent, l’episodio conferma la passione e l’interesse della community at large, nonchè la positività dell’approccio aperto e senza filtri. Costante garanzia di crescita, come dimostrano anche gli avvicendamenti in corso tra i maggiori animatori di un progetto, Creative Commons, sempre più articolato e globale.
17 maggio: mobilitazione contro i brevetti software
“Gli sviluppatori e gli utilizzatori di software in Europa si troveranno di fronte ad un grande pericolo se l’UE permetterà di brevettare le tecniche di software: il pericolo di essere incriminati per le idee contenute nei software che essi sviluppano e usano.” Si apre così la lettera che Richard Stallman, fondatore della Free Software Foundation, ha inviato nei giorni scorsi ai Parlamentari italiani. A riprova del fatto che la questione in ballo va ben oltre l’ambito informatico per diventare una battaglia di cultura e di civiltà, oltre che squisitamente politica. La palla sta infatti per tornare al Parlamento Europeo, per una seconda lettura della direttiva, dopo che il 7 marzo il Consiglio Europeo aveva adottato una “posizione comune” su un testo a dir poco equivoco. Per spingere verso una soluzione positiva (e definitiva) dell’intricata vicenda, il senatore Verde Raffaello Cortiana e molte altre entità, tra cui Free Software Foundation Europe, Associazione Software Libero, Italian Linux Society, hanno organizzato una serie di eventi in varie città italiane per martedì 17 maggio. L’invito al “popolo di Internet” è quello di prendere concretamente posizione contro la brevettabilità del software e a difesa della libertà economica, sociale e culturale.
Articoli e riferimenti per maggiori dettagli:
- Lettera aperta contro i brevetti software in Europa
- Comunicato di Linux Club Italia
- Brevetti software, mezzogiorno di fuoco
- Brevetti software, appello ai senatori
Lessig, Cultura Libera
Dove ci sta portando l’enfasi sui diritti di proprietà intellettuale? Le nuove tecnologie cambiano completamente le dimensioni del problema, rispetto ai tempi del “diritto d’autore”: non solo nel campo dell’informatica o dell’editoria tradizionale, ma in tutto il mondo dell’entertainment, dello spettacolo e in quelli, per il momento forse meno “visibili”, dell’ingegneria genetica e delle biotecnologie. Fra chi vuole proteggere tutto (difendendo interessi acquisiti) e chi vorrebbe tutto “libero”, Lessig ha una posizione articolata e profonda, in equilibrio fra anarchia e controllo: difende l’idea di un creative commons, uno spazio pubblico di libertà, ed è a favore di licenze limitate, in cui non “tutti”, ma solo “alcuni diritti” sono riservati. Per combattere l’estensione illimitata dei diritti di proprietà, che porterebbe a una “feudalizzazione” della cultura.
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Lawrence Lessig, Cultura Libera: un equilibrio fra anarchia e controllo, contro l’estremismo della proprietà intellettuale
Traduzione Bernardo Parrella, Editore Apogeo, 2005, ISBN: 88-503-2250-X
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La versione elettronica del volume viene rilasciata sotto la licenza Creative Commons Attribution-NonCommercial 2.0.
Il testo integrale viene diffuso in due formati (HTML e TXT), entrambi compressi (.ZIP):
- Formato HTML (385K)
- Formato TXT (387K)
Promuovere cultura, fare società
“Promuovere cultura, fare società: Diritti culturali, associazionismo, promozione sociale”. Questo il titolo di un seminario nazionale di incontro, studio e riflessione organizzato da ARCI Nuova Associazione a Cortona per il 5-6-7 maggio. Tra i vari partecipanti: Luciana Castellina, giornalista (politiche culturali e globalizzazione dei diritti), Simone Bernhardt, antropologa, consulente Consiglio Europa (l’incontro tra culture: gli orizzonti del dialogo), Adel Jabbar, Università di Venezia (multiculturalismo, innovazione sociale e cultura delle differenze nel mediterraneo), Stefano Cristante (Università di Lecce), Alessandro Portelli (Università La Sapienza di Roma). Uno dei quattro gruppi di lavoro previsti si occuperà in particolare di diritti culturali e welfare: le politiche pubbliche - la cultura come consumo etico - l’accesso ai saperi , all’informazione - diritti culturali e sviluppo umano - campagne e vertenze. Per ulteriori dettagli contattare Francesco Camuffo. Segue il programma definitivo. (more…)
(L)EFT: Meeting della musica no-copyright e copyleft
7/8 MAGGIO 2005 - BOLOGNA : cassero / xm24 / sestosenso
Uno spazio aperto e interattivo dedicato alle nuove possibilità di
divulgazione della “cultura libera del suono”, una cultura resa
possibile dal no-copyright e dal copyleft e destinata a diffondersi,
crescere e diventar grande.
Sono previsti concerti, proiezioni e installazioni video, reading,
creazioni opensource, tavole rotonde, conferenze e mostre.
Vogliamo coinvolgere e sensibilizzare il pubblico e gli addetti ai
lavori, far ascoltare la molta musica libera gia’ disponibile, far
conoscere un mondo libero di suonare, giocare, scrivere, libero dalle restrizioni del diritto d’autore e delle major.
L’evento mira a diventare nel tempo un appuntamento stabile di confronto tra coloro che operano in questo contesto e il pubblico, per organizzare attività ed eventi e percorsi comuni che diffondano il no-copyright e il copyleft.
Maggiori informazioni:
http://copydown.inventati.org/left.php/2005/04/02/p101
Da Lessig all’hip-hop per difendere il file-shating
Questo l’inizio di un articolo appena apparso su Apogeonline
….tra i recenti eventi statunitensi va segnalato l’incontro, presso la New York Public Library, che ha mescolato tra loro Lawrence Lessig, professore alla Stanford University, Jeff Tweedy, leader della rock band Wilco, e Steven Johnson, editor per Wired Magazine, in veste di moderatore.
Sotto il titolo “Who Owns Culture?,” (Chi possiede la cultura?) la discussione si è presto concentrata sul file-sharing musicale, evidenziando l’accordo di relatori e pubblico su un punto importante: chiunque navighi online ha diritto al download dei prodotti culturali ivi disponibili. Lessig, noto alfiere di simili posizioni, ha ribadito che la criminalizzazione del file-sharing avrà “effetti inibitori sulla creazione culturale”, citando casi di tecnologie passate (quali radio, videoregistratori e via cavo) che hanno portato a modifiche legislative per riequilibrare l’ambito del consumo individuale e dell’innovazione tecnologica, contro il potere delle precedenti industrie. Da parte sua, Tweedy ha parlato di “disobbedienza civile” nel descrivere le positività del download musicale, grazie al quale la sua band ha raggiunto un’improbabile successo. Nel 2001, infatti, nel bel mezzo di un tour Wilco si ritrova senza casa discografica e senza denaro, sull’orlo dell’abbandono finale. Ma quando Tweedy decise di distribuire il nuovo singolo “Yankee Hotel Foxtrot” come streaming sul Web, il successo fu immediato, consentendo a Wilco di tornare in pista alla grande. Un boom inarrestabile che ha portato poi a un contratto con Nonesuch Records e a forti vendite dei successivi CD del gruppo, con punte fino a 500.000 copie. Il download libero e gratuito ha stimolato, anziché diminuito, l’interesse generale e i relativi acquisti di quegli album. Un trend comune a molte altre band vecchie e nuove, come pure accade per altri ‘artefatti culturali’ del nostro tempo, libri cartacei in primis.

