Corleone. Giustizia Senza Fine

Franco Corleone, Giustizia senza fineLa giustizia è venuta prepotentemente alla ribalta della scena politica. Terreno incessante di confronto e scontro. La giustizia come metafora della vita, individuale e collettiva, delle sue contraddizioni. L’abolizione dell’ergastolo e la chiusura degli ospedali psichiatrici, le droghe e il carcere, la soluzione degli “anni di piombo”, costituiscono l’ineludibile termine di paragone tra riforma e ordinaria amministrazione.

Questo Millelire raccoglie articoli scritti tra il 1996 e il 1998, dal punto di vista degli ultimi e degli esclusi, per tentare di immettere un supplemento d’anima, di dare un fine di umanità alla politica.

Franco Corleone. Giustizia Senza Fine. Prefazione di Adriano Sofri. Millelire, Stampa Alternativa, 1998.

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Castronuovo. Palazzeschi: Il Controdolore

Palazzeschi, Il Controdolore
Nel gennaio 1914 Aldo Palazzeschi lanciò sulle pagine di Lacerba un curioso manifesto. La vena ludica e l’invenzione verbale fanno de Il Controdo­lore una prosa di straordinaria bellezza, presagio criptodadaista della distruzione di ogni seriosità.

In un mondo che ha perso il gusto dell’ironia, Palazzeschi insegna che bisogna ridere di tutto: di sciagure e malattie, di funerali e passioni, di uomi­ni veri e uomini finti. Una cura lenitiva totale, una scintilla taumaturgica nell’immedicabile cipiglio controriformista dell’Occidente.

A cura di Antonio Castronuovo. Palazzeschi: Il Controdolore. Millelire, Stampa Alternativa, 2000.

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Mora. Calvino in Topolino

Calvino in TopolinoStorie diverse si incrociano in questo lungo racconto: quella di Giulio Einaudi, l’editore;, quella della casa editrice e dei libri; quella di Italo Calvino, scrittore non ancora affermato ma già personaggio; e quella di Beppe, giovane ispettore librario che presta i suoi ricordi e, a tratti, la sua voce alla narrazione.

Tutto è giocato sullo scenario di un’Italia che si deve ricostruire, popolata da figure più o meno note che hanno contribuito a farci essere quello che siamo o che avremmo voluto essere.

Franca Mora. Calvino in Topolino. Storie di scrittori, di libri e di lettori. Millelire, Stampa Alternativa, 1993.

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Papini. Le disgrazie del libro in Italia

Papini, Le disgrazie del libro in Italia

Questo pamphlet, stampato da Vallecchi nel 1953, è la dimostrazione della acutezza visiva e della vitalità papiniana. Ricco di stimolanti riflessioni, il testo rimane di forte attualità rispetto alla cronica penuria di lettori e di vendite tipica del Bel Paese. Secondo i dati Istat del 2018, in Italia solo il 41,0% della popolazione legge, ovvero solo 23 milioni e mezzo di italiani (di cui il 46% donne), leggono almeno un libro l’anno per passione e non per lavoro.

Quadro in cui è vieppiù importante riprendere il monito, tanto umile quanto salvifico, proposto qui da Giovanni Papini: “Il libro, come tutti i beni spirituali, non si consuma o si perde quando viene comunicato ad altri. Potete farlo leggere e godere alla vostra donna, ai vostri figli, ai vostri amici, e vi rimarra sempre – sia pure un po’ stazzonato – quello stesso volume, che potrete rileggere e godere quando vi piacerà.”

Giovanni Papini. Le disgrazie del libro in Italia. Millelire, Stampa Alternativa, 1993.

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Formíggini. Dizionarietto rompitascabile

Dizionaretto RompitascabileUn bel mattino di maggio, nel 1908, svegliandomi mi accorsi che avevo le mani come prima, il naso come prima, tutto come prima, pur essendo completamente diverso: non ero piú uno studioso, ero diventato un editore.

La mia casa editrice è piccina, piccina, picciò. Io, naturalmente, non la baratterei con un palazzo, tanto è vero che ho sempre resistito a tutte le seduzioni di tramutarla in qualche cosa di piú grosso. Il mio maestro … mi raccomandava: «Sta ben sémper piccol!». E ho il rimorso di non avergli dato retta anche di piú.

A.F. Formíggini. Dizionarietto Rompitascabile (degli Editori Italiani, compilato da uno dei suddetti, 1928). Millelire, Stampa Alternativa, 2004 (edizione speciale).

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Tatafiore. De Bello Fallico

De Bello FallicoNel 2009 Roberta Tatafiore se n’è andata alla sua maniera, da femminista radicale e disobbediente. Si è tolta la vita, denunciando che in questo Paese non si può neanche morire in libertà. La sua ultima battaglia l’aveva sostenuta per il caso Eluana Englaro e il relativo dibattito sul fine vita. Come nostro ricordo ribelle, ne riproponiamo il pungente De bello fallico (1996).

“Susan Brownmiller, femminista americana degli anni ruggenti, diceva che lo stupro è un atto di guerra degli uomini contro le donne. Un Bello Fallico, una guerra sul territorio della sessualità. La legge, quella che c’era del Codice Rocco e quella nuova, è uno strumento per tenere sotto controllo la bellicosa sessualità maschile. Quando le donne si fanno irretire in questa guerra succedono cose strane, insensate. Nelle pagine che seguono, la cronaca”.

Cosa è successo sulla scena della legge contro la violenza sessuale? Quello che hanno detto e fatto donne e uomini in Parlamento, magistrati, opinioniste, giornalisti – raccontato da una cronista politica spregiudicata.

Roberta Tatafiore, De Bello Fallico. Cronaca di una brutta legge sulla violenza sessuale. Millelire, Stampa Alternativa, 1996.

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Bollier. La Rinascita dei Commons

La rinascita dei commonsÈ in corso una rivoluzione pacata e autorganizzata, diversificata e socialmente responsabile. Un’ondata che continua a montare ovunque nel mondo, con attivisti e cittadini che fanno causa comune per fronteggiare le rampanti disfunzioni e la paranoia anti-democratica del mercato-Stato.
Ferve l’attività e il coordinamento fra le tribù di questo movimento transnazionale per la tutela e l’affermazione dei commons oggi a rischio: acqua, terre, foreste, biodiversità, opere creative, informazione, software libero, spazi pubblici, culture indigene e molto altro.
Insieme alle necessarie riflessioni storico-teoriche, il testo propone un’ampia panoramica sulle dinamiche portate avanti da questo movimento variegato e pragmatico, ma anche idealista e già coinvolto nelle politiche pubbliche a livello locale.

Ricercatore, esperto e attivista statunitense, David Bollier si occupa di queste tematiche fin dagli anni ’90. È co-fondatore di Public Knowledge e del Commons Strategy Group, oltre che autore e curatore di svariati volumi sulle questioni legate ai commons.

David Bollier, La rinascita dei commons. Successi e potenzialità del movimento globale a tutela dei beni comuni. Prefazione di Ugo Mattei. Traduzione di Bernardo Parrella. Collana Eretica Speciale, Stampa Alternativa, 2015

Il testo integrale è disponibile in formato PDF (3,8 MB).

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Parrella. Cannabis Non Solo Fumo

Cannabis: non solo fumo Ora che la legge Fini-Giovanardi è stata cancellata dalla Corte Costituzionale – dopo 8 anni di applicazione con millenni di galera per la somma delle condanne, tante vite spezzate e alcuni morti in carcere – anche in Italia il proibizionismo sulla cannabis ha i giorni contati.

Un successo del variegato movimento nostrano che si affianca ai cambiamenti in atto a livello globale, dall’Uruguay agli Stati Uniti, grazie anche alla forte spinta sociale innescata dai social media e dal digitale.

La storica decisione dei giudici costituzionali ribadisce l’urgenza di politiche pragmatiche e moderne al passo con i tempi, confermando la centralità di una pianta utilizzata da sempre e ovunque a livello terapeutico, alimentare, industriale, religioso, oltreché sociale e ricreativo.

Ecco dunque un excursus accurato e aggiornato per illustrare al meglio tutte queste dinamiche (e le ricadute future), oltre che per chiarire le mille qualità e potenzialità di questo bene comune – che va ben al di là del suo uso (pur se assai diffuso e sempre meno vietato) come “stupefacente”.

Bernardo Parrella, Cannabis: non solo fumo. Storia, cultura e usi di una pianta millenaria – Il punto sull’antiproibizionismo in Italia
Collana Eretica, Stampa Alternativa, 2014

Si può scaricare liberamente in formato PDF (20 MB). Qui dettagli sull’edizione cartacea (primavera 2014, ristampato nel 2020). Per gli appassionati, qui il testo in PDF della prima versione pubblicata nel 1999.
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Luberti, D’amore, d’eroina, di galera

D'amore, d'eroina, di galeraSullo sfondo di questa storia la sconvolgente realtà degli anni ‘80, quando l’eroina fu vera e propria epidemia. Le giornate di Luciana si consumano nella strenua ricerca della droga. Viene però placcata dai poliziotti e finisce in galera. Inizia per lei un percorso lungo tre anni attraverso le carceri femminili del Veneto. Intorno una folla di donne, guardiane o detenute e la coprotagonista: ancora l’eroina.
Una scrittura implacabile, per raccontare dolore, passione, odio, amore, crudeltà e bontà.
Le dinamiche feroci della dipendenza da eroina, ma soprattutto un viaggio nelle carceri di quegli anni, dove consumatori-spacciatori entrano ed escono, come le cronache ancora oggi ci raccontano.

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Luciana Corinna Luberti, D’amore, d’eroina, di galera
Stampa Alternativa, Eretica Speciale, 2014
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Musumeci/Ferraro, L’assassino dei sogni

L'assassino dei sogni
Un filosofo e un ergastolano si scrivono. Ne nasce un racconto di vite: di quella prigioniera dell’Assassino dei Sogni che non dà scampo, e di quella che pensiamo libera ma che pure può diventare prigione di qua dalle mura del carcere. Ricca del fascino discreto della scrittura epistolare, una riflessione sulla carcerazione che diventa discorso amoroso e “dissequestrando parole” pronuncia sentieri di libertà. Pagine che, quando tutto sembra perso e il buio sta per avere il sopravvento, diventano lezioni e iniezioni di vita, per l’ergastolano, per il filosofo, ma forse anche per tutti noi. Da leggere anche nelle scuole.

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Carmelo Musumeci e Giuseppe Ferraro, L’assassino dei sogni. Lettere tra un filofoso e un ergastolano.
Euro, Stampa Alternativa, 2014
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