Stendhal, I Privilegi

22 aprile 2006

Stendhal, I PrivilegiA Roma, il 10 aprile 1840, Stendhal, seduto innanzi a un foglio bianco, comincia a scrivere ponendo la data. È innamorato. La misteriosa Earline è al centro dei suoi pensieri. Il suo stato fisico gli procura fastidi: «Ho avuto delle forti emicranie». Da pochi giorni ha sperimentato un momento di grande tristezza: «Vale la pena di vivere?». Quel 10 aprile, vengono stilate poche pagine – un argomento nuovo – e compilati i ventitré articoli intitolati dai critici, sulla base dei contenuti, I Privilegi. Cosa sono: un sogno? Un progetto narrativo? Uno scherzo? Una singolare preghiera? Difficile la risposta. Certo, se quello scritto è frutto d’un sogno effettuato a occhi aperti, chi non vorrebbe condividerne gli effetti?
Un testo raro e “improvviso” di uno dei maggiori interpreti della felicità in senso moderno.

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Stendhal, I Privilegi, a cura di Angelo Maria Pellegrino
Millelire, Stampa Alternativa, 1992 (fuori catalogo)
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