Grazie all’ottima traduzione di Chiara Turolla (che lo ha usato nella propria tesi di laurea), proponiamo la versione italiana di Why the Public Domain Matters di David Bollier, giornalista, docente e cofondatore di Public Knowledge, associazione a difesa della “information commons”. Il saggio originale, diffuso online nel 2002, affronta con lucidità lo scenario USA a cavallo tra pubblico dominio e la proprietà intellettuale. Partendo dalle attuali normative in materia, Bollier ne sottolinea l’eccessivo squilibrio a favore delle grandi multinazionali e contro il libero utilizzo delle opere culturali. Si tratta di uno dei primi testi che amplia le vedute e propone soluzioni ragionevoli a salvaguardia di beni comuni. Da allora (Lessig docet) lo scenario si è fatto ancor più controverso, pur se con speranze diffuse, a partire dalle licenze Creative Commons. Tra l’altro lo stesso Bollier ha poi pubblicato altri saggi analoghi, in particolare il recente Brand Name Bullies (John Wiley & Sons, 2005), in cui esamina in dettaglio una serie di casi concreti dove l’espansione dei “diritti di proprietà intellettuale” va schiacciando la creatività e la libertà d’espressione. Da notare, infine, che questa traduzione italiana offre numerosi link a ulteriore materiale italiano su proprietà intellettuale e pubblico dominio.
—————–
David Bollier, Perché il pubblico dominio è importante – A rischio la fonte della creatività, del commercio e della democrazia democrazia, 2002, New America Foundation Public Knowledge.
Traduzione italiana a cura di Chiara Turolla, 2005
Quest’opera è rilasciata sotto la licenza Creative Commons Attribuzione – Non Commerciale – Condividi allo stesso modo.
- Il testo integrale può essere scaricato in formato PDF (411Kb).
(Per leggerlo occorre Adobe Acrobat Reader, software gratuito).

