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	<title>Comments on: Copyright e No-copyright</title>
	<link>http://www.stampalternativa.it/liberacultura/?p=61</link>
	<description>Promuovere la libera circolazione delle idee e della cultura</description>
	<pubDate>Wed, 08 Sep 2010 11:28:37 +0000</pubDate>
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	<item>
		<title>by: Fabio</title>
		<link>http://www.stampalternativa.it/liberacultura/?p=61#comment-29</link>
		<pubDate>Sun, 19 Feb 2006 09:08:41 +0000</pubDate>
		<guid>http://www.stampalternativa.it/liberacultura/?p=61#comment-29</guid>
					<description>Se diamo per pacifico che il diritto di autore tutela &quot;di fatto&quot; solamente il distributore-casa editrice, porsi l'interrogativo della sua utilità (per l'autore) e se esso non sia solo un ostacolo alla libera circolazione delle idee è fondamentale.
I  punti fondamentali sono a mio avviso 2.

1. Quale pensiero può dirsi realmente nuovo ed originale rispetto a quanto già espresso in secoli di stratificazione culturale da giustificare una tutela da diritto da autore?
Chiunque oggi scriva o componga  ha inevitabilmente subito, consciamente od inconsciamente, il condizionamento, rectius l'influsso (per essere meno caustici) di autori o maestri del passato, molti dei quali appartengono al suo back ground culturale .
E senza che sia il caso di scomodare Jung e l'inconscio collettivo...
L'apporto che ogni autore darà sarà un diverso punto di vista o un interpretazione critica qualitativamente o quantitavamente diversa, ma sicuramente non sarà per quanto sopra detto, mai del tutto esclusivo ed originale.
Quindi la sua tutelabilità diventa discutibile.

2. Se esiste il liberalismo con libero mercato perchè non deve esistere la libera circolazione delle idee?
Come esposto dall'autore chiunqe scriva per divulgare una idea (e non per vendere un romanzo alla Dan Brown), dato che economicamente è prigioniero della causa editrice, non può che avere interesse a che la sua espressione raggiunga più persone possibile.
Sicuramente il valore di un opera è dato dalla sua forza espressiva e non dai dati di vendita, quindi chi si pone l'obiettivo di divulgare (e non di locupletare dalle vendite) deve necessiaramente &quot;scavalcare&quot; l'ostacolo posto dal diritto di autore alla libera circolazione delle idee.
Come del resto è fondamentale come sostenuto dall'autore distinguere la paternità letteraria dell'opera dal suo diritto di sfruttamento economico o peggio abuso o plagio della medesima

Forse la rete contribuisce a far si che le idee circolino &quot;no copyright&quot; anche se purtroppo la differenza di rapporto che si crea tra il lettore ed il libro cartaceo da un lato, ed il lettore che legge un libro scaricabile on line secondo il mio modesto avviso rimane...
Anche la fruizione e l'apprendimento dal video alla carta sono diversi.
Forse, per chi può, la strada è l'autoproduzione e l'autodistribuzione, ma mi rendo conto che comporta diverse problematiche.

Fabio</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Se diamo per pacifico che il diritto di autore tutela &#8220;di fatto&#8221; solamente il distributore-casa editrice, porsi l&#8217;interrogativo della sua utilità (per l&#8217;autore) e se esso non sia solo un ostacolo alla libera circolazione delle idee è fondamentale.<br />
I  punti fondamentali sono a mio avviso 2.</p>
<p>1. Quale pensiero può dirsi realmente nuovo ed originale rispetto a quanto già espresso in secoli di stratificazione culturale da giustificare una tutela da diritto da autore?<br />
Chiunque oggi scriva o componga  ha inevitabilmente subito, consciamente od inconsciamente, il condizionamento, rectius l&#8217;influsso (per essere meno caustici) di autori o maestri del passato, molti dei quali appartengono al suo back ground culturale .<br />
E senza che sia il caso di scomodare Jung e l&#8217;inconscio collettivo&#8230;<br />
L&#8217;apporto che ogni autore darà sarà un diverso punto di vista o un interpretazione critica qualitativamente o quantitavamente diversa, ma sicuramente non sarà per quanto sopra detto, mai del tutto esclusivo ed originale.<br />
Quindi la sua tutelabilità diventa discutibile.</p>
<p>2. Se esiste il liberalismo con libero mercato perchè non deve esistere la libera circolazione delle idee?<br />
Come esposto dall&#8217;autore chiunqe scriva per divulgare una idea (e non per vendere un romanzo alla Dan Brown), dato che economicamente è prigioniero della causa editrice, non può che avere interesse a che la sua espressione raggiunga più persone possibile.<br />
Sicuramente il valore di un opera è dato dalla sua forza espressiva e non dai dati di vendita, quindi chi si pone l&#8217;obiettivo di divulgare (e non di locupletare dalle vendite) deve necessiaramente &#8220;scavalcare&#8221; l&#8217;ostacolo posto dal diritto di autore alla libera circolazione delle idee.<br />
Come del resto è fondamentale come sostenuto dall&#8217;autore distinguere la paternità letteraria dell&#8217;opera dal suo diritto di sfruttamento economico o peggio abuso o plagio della medesima</p>
<p>Forse la rete contribuisce a far si che le idee circolino &#8220;no copyright&#8221; anche se purtroppo la differenza di rapporto che si crea tra il lettore ed il libro cartaceo da un lato, ed il lettore che legge un libro scaricabile on line secondo il mio modesto avviso rimane&#8230;<br />
Anche la fruizione e l&#8217;apprendimento dal video alla carta sono diversi.<br />
Forse, per chi può, la strada è l&#8217;autoproduzione e l&#8217;autodistribuzione, ma mi rendo conto che comporta diverse problematiche.</p>
<p>Fabio
</p>
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				</item>
	<item>
		<title>by: Christian Carmosino</title>
		<link>http://www.stampalternativa.it/liberacultura/?p=61#comment-25</link>
		<pubDate>Sun, 12 Feb 2006 17:06:41 +0000</pubDate>
		<guid>http://www.stampalternativa.it/liberacultura/?p=61#comment-25</guid>
					<description>Ciao Marco,
 molto interessante il tuo intervento.
lo condivido.
quando tre anni fa ho scritto una sceneggiatura che mi sembrava valida, ho poi pensato a come &quot;proteggerla&quot;. il mio intento era però proteggere l'opera, non tanto il beneficio economico che ad essa poteva essere collegato.
riflettendo bene, ne ho tratto che l'unico beneficio economico che ne poteva venire sarebbe stato il successo di un eventuale (non mio) adattamento in un (altro) film. Mi sono detto cioè che se anche qualcun altro avesse voluto fare un film partendo dal mio testo questo non sarebbe stato il mio film, ma il suo film, dunque suo dirittto, non mio.
ecco tutto.
il diritto d'autore non è dell'autore ma del capitale, è dunque un &quot;diritto del capitale&quot; e dunque concordo sulla necessità a combatterlo. almeno finchè siamo autori!
non si può confondere una cosa con una persona.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Ciao Marco,<br />
 molto interessante il tuo intervento.<br />
lo condivido.<br />
quando tre anni fa ho scritto una sceneggiatura che mi sembrava valida, ho poi pensato a come &#8220;proteggerla&#8221;. il mio intento era però proteggere l&#8217;opera, non tanto il beneficio economico che ad essa poteva essere collegato.<br />
riflettendo bene, ne ho tratto che l&#8217;unico beneficio economico che ne poteva venire sarebbe stato il successo di un eventuale (non mio) adattamento in un (altro) film. Mi sono detto cioè che se anche qualcun altro avesse voluto fare un film partendo dal mio testo questo non sarebbe stato il mio film, ma il suo film, dunque suo dirittto, non mio.<br />
ecco tutto.<br />
il diritto d&#8217;autore non è dell&#8217;autore ma del capitale, è dunque un &#8220;diritto del capitale&#8221; e dunque concordo sulla necessità a combatterlo. almeno finchè siamo autori!<br />
non si può confondere una cosa con una persona.
</p>
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