15 luglio 2011

Compendio minimo ed essenziale che offre, a chiunque sia interessato al self-publishing e al desktop publishing, oltre che a revisori e correttori di bozze, le indicazioni fondamentali per la cura redazionale di testi destinati alla pubblicazione.
Si tratta di un vademecum di “pronto soccorso” contenente le cosiddette “norme ortoeditoriali” atte a determinare la qualità stilistica (o meno) di un prodotto editoriale finito – utile sia per pubblicazioni online sia cartacee.
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Luigi Vernassa, Un po’ di stile: norme editoriali di riferimento
Associazione Culturale dei Pari, 1999
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L’opera viene rilasciata sotto licenza Creative Commons Attribuzione-Non commerciale-Non opere derivate.
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25 novembre 2007
Questa tesi di laurea di Gaetano Rizza (Università di Catania, Facoltà Scienze della Comunicazione, 2006), è edita da Zerobook e Girodivite. Affronta i temi della libera circolazione della conoscenza, della cultura, delle idee e dell’informazione nell’era digitale, tra copyright e open content. È un’inchiesta sul campo da cui emerge come le opere rilasciate in regime di copyleft abbraccino tutti i campi del sapere: la narrativa, il giornalismo, le opere letterarie, la didattica, la musica, la documentazione, fino ad arrivare alle enciclopedie libere.
Le interviste e i testi qui raccolti evidenziano come questa filosofia sia entrata nella vita di tutti i giorni, spesso senza far rumore, e senza far quasi accorgere all’utente finale che quella determinata opera che sta consultando, utilizzando, riproducendo, è un’opera copyleft. Tutte queste creazioni possono essere frutto di un lavoro collaborativo, o di un singolo, poi possono essere riutilizzate da un altro autore che prenderà l’opera come base di partenza di una nuova creazione.
La base di partenza non è l’opera in sé, ma la libertà d’azione che il copyleft garantisce.
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Gaetano Rizza, Lo Snodo della rete: libera circolazione della conoscenza, della cultura, delle idee e dell’informazione nell’era digitale, tra copyright e open content.
E-book, ZeroBook/Girodivite, 2006
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3 ottobre 2006
Le avventure degli hacker, la lotta agli Ogm, le Telestreet, le radio pirata, i graffiti sui muri, i francobolli finti e lo scambio di musica in rete: la pirateria moderna ci racconta storie di passione e libertà, avventure mozzafiato e sfide impossibili raccolte da uomini liberi che vogliono riscrivere le regole del sistema. Le trappole del copyright, le multinazionali biotech, le grandi case discografiche, le major di Hollywood, la Siae, la Microsoft e tutti i governi del mondo non sono riusciti ad imbrigliare il genio creativo dei corsari di ieri e di oggi, che continuano a stupirci con nuove conquiste.
Dieci storie di “eretici postmoderni” che si oppongono al dio-profitto.
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Carlo Gubitosa, Elogio della pirateria: Manifesto di ribellione creativa
Terre di mezzo/Altreconomia, 2005
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Scheda del libro cartaceo e altre info utili.
8 maggio 2005
Dove ci sta portando l’enfasi sui diritti di proprietà intellettuale? Le nuove tecnologie cambiano completamente le dimensioni del problema, rispetto ai tempi del “diritto d’autore”: non solo nel campo dell’informatica o dell’editoria tradizionale, ma in tutto il mondo dell’entertainment, dello spettacolo e in quelli, per il momento forse meno “visibili”, dell’ingegneria genetica e delle biotecnologie. Fra chi vuole proteggere tutto (difendendo interessi acquisiti) e chi vorrebbe tutto “libero”, Lessig ha una posizione articolata e profonda, in equilibrio fra anarchia e controllo: difende l’idea di un creative commons, uno spazio pubblico di libertà, ed è a favore di licenze limitate, in cui non “tutti”, ma solo “alcuni diritti” sono riservati. Per combattere l’estensione illimitata dei diritti di proprietà, che porterebbe a una “feudalizzazione” della cultura.
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Lawrence Lessig, Cultura Libera: un equilibrio fra anarchia e controllo, contro l’estremismo della proprietà intellettuale
Traduzione Bernardo Parrella, Editore Apogeo, 2005, ISBN: 88-503-2250-X
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