Bollier, La rinascita dei commons

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Vernassa, Un po’ di stile: norme editoriali di riferimento

Compendio minimo ed essenziale che offre, a chiunque sia interessato al self-publishing e al desktop publishing, oltre che a revisori e correttori di bozze, le indicazioni fondamentali per la cura redazionale di testi destinati alla pubblicazione. Si tratta di un vademecum di “pronto soccorso” contenente le cosiddette “norme ortoeditoriali” atte a determinare la qualità stilistica (o meno) di un prodotto editoriale finito – utile sia per pubblicazioni online sia cartacee.   ——————————– Luigi Vernassa, Un po’ di stile: norme editoriali di riferimento Associazione Culturale dei Pari, 1999 ——————————————– L’opera viene rilasciata sotto licenza Creative Commons Attribuzione-Non commerciale-Non opere derivate. Il testo integrale è disponibile in formato PDF (15,2 MB). Per aprirlo occorre Adobe Acrobat Reader, software gratuito.

AA.VV., La fine del copyright – Come creare un mercato culturale aperto a tutti

Le trasformazioni neoliberali degli ultimi decenni, come descritte ad esempio da Naomi Klein nel volume Shock economy: l’ascesa del capitalismo dei disastri (2007), hanno inciso anche sulla comunicazione culturale. Siamo sempre meno autorizzati a strutturare e organizzare i mercati culturali in modo che la diversità delle forme espressive possa svolgere un ruolo significativo nella coscienza di un vasto numero di persone. Si tratta di un problema molto rilevante. Le espressioni culturali sono elementi essenziali alla formazione della nostra identità personale e sociale, aspetti assai delicati della vita il cui controllo non dovrebbe essere lasciato nelle mani di un esiguo gruppo di individui che ne detengono i diritti. Tale controllo è esattamente ciò che oggi viene esercitato, tramite il possesso di milioni di diritti d’autore, sul contenuto dei nostri scambi culturali. È necessario ripristinare un pubblico dominio in cui poter mettere in discussione le varie espressioni culturali. In questo senso occorre qualcosa di più di una critica approfondita all’attuale status quo culturale. Ciò che dunque proponiamo in questo saggio è una strategia del cambiamento. A nostro avviso è possibile forgiare i mercati in modo che la proprietà dei mezzi di produzione e della distribuzione venga a trovarsi nelle mani di un…

Campagna di finanziamento per Creative Commons
Cultura Libera , Segnalazioni / 28 novembre 2006

Video sharing come strumento per la raccolta fondi delle associazioni non-profit. Questa l’innovativa idea di Creative Commons per l’annuale campagna di finanziamento, in corso fino al 31 dicembre. A tutt’oggi la cifra raccolta supera i 152.000 dollari sui 300.000 dell’obiettivo finale previsto. Ai filmati caricati su Revver, questo aggiunge una breve inserzione e quando l’utente vi clicca le entrate vengono equamente divise tra il creatore del video e lo stesso Revver. Il quale, nello specifico, ha deciso di donare l’intera sua quota a Creative Commons. Niente male come idea, no?

Networking, la rete come arte
Cultura Libera , Segnalazioni / 26 novembre 2006

Il primo tentativo di ricostruzione della storia del networking artistico in Italia. Un’analisi sull’uso creativo e condiviso delle tecnologie, dal video al computer e sulla formazione di una comunità hacker italiana. Un riflessione sul ruolo dell’artista che si fa networker, ricollegandosi alle neoavanguardie degli anni Sessanta. Un percorso che va dalle BBS, reti telematiche alternative diffuse in Italia dalla metà degli anni Ottanta ancor prima di Internet, fino agli Hackmeeting, alle Telestreet e alle pratiche di networking e net art di diversi artisti e attivisti, fra cui 0100101110101101.ORG, [epidemiC], Jaromil, Giacomo Verde, Giovanotti Mondani Meccanici, Correnti Magnetiche, Candida TV, Tommaso Tozzi, Federico Bucalossi, Massimo Contrasto, Mariano Equizzi, Pigreca, Molleindustria, Guerriglia Marketing, Sexyshock, Phag Off e molti altri. Scritto da Tatiana Bazzichelli. Prefazione di Derrick de Kerckhove. Pubblicato in questi giorni presso Costa&Nolan, sotto licenza Creative Commons Attribution-NonCommercial-ShareAlike. Il testo integrale può essere liberamente scaricato in formato pdf.

Uccidere un hacker: graphic novel sulla vicenda di Hagbard-Celine
Cultura Libera , Segnalazioni / 24 novembre 2006

Un fumetto tutto italiano, partorito da Andrea Ferraresso e distribuito sotto licenza Creative Commons (by-nc-nd), che affronta una delle pagine meno note della storia dell’hacking, la vicenda di Karl Koch, Pengo e un pugno di altri aderenti al Chaos Computer Club. I quali decisero di porre a disposizione dei servizi segreti dell’Est le proprie competenze e una serie di informazioni “sensibili”—senza però riuscirci. Dopo il libro e il film, 23, sulla scena hacker tedesca di quegli anni, quest’intrigante graphic-novel è specificamente dedicata a “Hagbard-Celine“, nickname di Karl Koch, il cui cadavere carbonizzato viene ritrovato nel giugno 1989 in un bosco tra Hannover e Wolfsburg. La morte risale al 23 maggio precedente. Karl Koch, insieme a Pengo e Markus Hess, è stato tra i protagonisti assoluti della scena hacker tedesca (e anche europea) degli anni ’80. Resi famosi da articoli su quotidiani e riviste, da trasmissioni televisive e dal libro The Cuckoo’s Egg di Clifford Stoll, oltre che dal classico passaparola tipico degli ambienti underground, questi ragazzi hanno rappresentato in maniera autentica il decennio nel quale la loro stella è brillata più in alto delle altre: ribellione, curiosità, pionierismo, disagio esistenziale e un pizzico di incosciente opportunismo. Una miscela esplosiva che…

Project Gutenberg e manybooks.net
Cultura Libera , Segnalazioni / 19 novembre 2006

Il Project Gutenberg è l’iniziativa più “antica” tesa alla trasformazione del sapere in formato elettronico. Nacque infatti nel 1971 quando Michael Hart approfittò del tempo-macchina messogli a disposizione dalla University of Illinois su un ingombrante mainframe Xerox Sigma V. Il primo testo digitato fu la Dichiarazione d’Indipendenza degli Stati Uniti. Oggi il catalogo online del Project Gutenberg offre 19.000 titoli di pubblico dominio o privi di copyright (ciò vale solo per gli USA), grazie al lavoro di centinaia di volontari. Ogni mese vengono scaricati circa due milioni di volte—free of charge and free as in freedom. Un enorme biblioteca digitale che include, fra gli altri, il “Kamasutra”, gli appunti di Leonardo e “Ulysses” di James Joyce, in formato testo o zippato. Un esempio imitato da altre mini-biblioteche elettroniche organizzate da volontari, tra cui manybooks.net curata da Matthew McClintock su un server Mac con software libero Apache. Il sito esiste dal gennaio 2005 e offre e-book ugualmente gratuiti e liberi, in parte tratti dal DVD diffuso nel 2003 dallo stesso Project Gutenberg, più vari altri e-titoli generati su richiesta o per futuri lettori.

Alternative agli e-book Mondadori…
Cultura Libera , Segnalazioni / 17 novembre 2006

Come scrive Antonella Beccaria a proposito della piattaforma degli e-book firmati Mondadori, «si faccia prima attenzione ad avere il sistema operativo giusto e magari la versione giusta, oltre che l’hardware adatto. Altrimenti ci si attacca. Le ragioni? È più facile l’implementazione da parte del vendor? Menefreghismo verso tutto ciò che non viene reputato “maggioranza degli utenti”? Accordi inter-aziendali che condizionano le scelte tecnologiche? Solo Mondadori può rispondere». Fortunatamente, per rimanere al digitale, chi «cerca libri da scaricare, leggere e molto altro (visto che sono rilasciati in modi intelligenti e permissivi)» ci sono altre alternative pronte: oltre a Libera Cultura, Classici Stranieri, VibrisseLibri, WuMing, iQuindici, Kai Zen, Saverio Fattori, Girolamo di Michele, LiberLiber. «Senza contare poi—conclude l’intelligente annotazione di Antonella—per volumi a spettro di rilascio più ampio e a costi più abbordabili, il bookcrossing o i commercianti di libri usati e i relativi mercatini». Prediamo nota, please.

No al copyright (parte seconda)
Cultura Libera , Segnalazioni / 1 novembre 2006

Lo scorso febbraio abbiamo pubblicato un intervento di Marco Caponera sul “No Copyright”, tema sempre attuale e dibattuto. Eccone la continuazione, precisando che le opinioni sotto riportate sono esclusivamente quelle dell’autore. NO COPYRIGHT di Marco Caponera (parte seconda) L’editore no copyright Così come controverso appariva per l’autore, così il copyright appare in relazione alla figura dell’editore. Precedentemente ho avuto modo di spiegare come di fatto si avvantaggi più l’editore dell’autore della presenza della protezione del copyright, ma anche l’editore ha modo di porsi in una posizione antagonista allo status quo, ma facendo a sua volta una scelta assolutamente radicale. Infatti, apparentemente violare, liberarsi, dal copyright costituirebbe un danno per una qualunque casa editrice, ma così non è. I due esempi di postilla al no copyright che suggerivo recitavano rispettivamente: “deve essere citata la paternità dell’opera”: e questa è evidentemente diretta a favorire la “presenza” dell’autore in relazione allo scritto; mentre l’altra “ad esclusione dei fini commerciali”: è invece diretta a escludere lo sfruttamento commerciale dell’opera da parte di soggetti estranei alla pubblicazione. In questo caso il vantaggio è sì per l’autore ma anche e soprattutto per l’editore nel vedere tutelato il proprio lavoro.

Lo scrittore emergente e altre storie
Cultura Libera , Segnalazioni / 25 ottobre 2006

Lo scrittore emergente. Questo il tema del blog curato da Simone Maria Navarra, alle prese proprio con i problemi e le speranze di, avete indovinato, uno scrittore emergente. Non mancano certo i consigli (non spammare!) e le segnalazioni utili collaborative (un corso di scrittura creativa), come anche i temi d’attualità: Gli scrittori emergenti, il Creative Commons e la libera condivisione delle informazioni. A riprova dell’importanza di ampliare al massimo il dialogo su simili argomenti. Anzi, chiunque voglia proporre segnalazioni, inviare materiali e/o altro, non esiti a contattare la redazione.