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la letteratura, mi diceva, possono avere quel ruolo decisivo che armi, guerra e ragion di stato non riescono ad avere. Non ci fu molto tempo per approfondire, perché una mattina l’ambasciatore, mentre tornava a casa dopo aver fatto un’umile spesa (due sfilatini e un litro di latte), fu assassinato dagli sbirri dei servizi segreti israeliani nell’androne del suo palazzo.
Lo stesso messaggio, in tutt’altro modo, me lo hanno trasmesso due giovani amici, lui italiano e simpatizzante di sinistra e lei israeliana. Con un finanziamento della Comunità Europea hanno girato un video nelle zone di frontiera tra israeliani e palestinesi, arrivando a dimostrare come i popoli, specialmente i giovani, possano venire sottratti al regime terroristico dei loro Stati, al rumore delle armi e all’odio ottuso per il vicino, possano scoprire il dialogo ed il confronto, gettando alle ortiche le ideologie del terrore e della violenza.
Sempre a proposito della Fiera torinese mi spiace che a contrapporsi all’intellettuale islamico e a quelli vicini alle sue posizioni ci siano delle figure istituzionali e mediatiche che poco hanno a che fare con la cultura. Parlo dei due “capoccia” Picchioni e Ferrero, che aldilà di quanto hanno scritto (il secondo), sono colpevoli di aver ridotto la fiera a un immondo suk, un contenitore dove si deve pagare per entrare e per trovare editori a pagamento (centinaia), venditori di magliette, borse, vini, santini e giochini. Mancano solo bruscolinari, tappetari e venditori di borse taroccate; ma magari quest’anno ci ... |
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