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  REGIME E ANTIREGIME

Il regime culturale italiano è sempre più consociativo e allo scopo di perpetuare dominio e sudditanza degli interlocutori (leggi consumatori) pesca dappertutto: sinistra (soprattutto) e destra (quel niente che c’è), giovani e anziani, ricchi e poveri. Blandisce, coccola, seduce, promette e man mano aggiunge poltrone, sedie e strapuntini al banchetto dell’editoria di regime, che si tratti della tavolata mondadoriana, einaudiana, adelfiana o degli ultimi arrivati in odore di forte consumismo (Fazi, Fandango, Castelvecchi, tanto per non fare nomi).
Non deve essere costato molto al regime cooptare Baricco-Straricco affamato di visibilità e quattrini, e ancor meno Nove, Dieci, Undici e tutta la banda dei nuovi scrittori del nulla.
M’ha colpito e fatto un po’ pena invece Rossana Rossanda. L’ho conosciuta che frequentavo le stanze de “Il Manifesto” quotidiano per dare una mano, e lei in odore di Rivoluzione Culturale si agitava molto a realizzarla. La sera, prima di andarsene a casa, senza aspettare le donne delle pulizie, si metteva a svuotare posacenere e a spazzare per terra: benedetta Rivoluzione Culturale. Rivoluzione che è servita poi a gettare le basi del più fantasmagorico paese consumista, produttore ed esportatore grazie ai nuovi schiavi.
Delusa, forse, da quel regime s’è ora sposata a un altro regime, quello culturale italiano che l’ha cooptata nel Premio Strega e forse la farà vincere. Il fetore che emana questo premio merita solo di avvicinarvisi con la maschera antigas. Ma lei questo fetore, forse per l’età, almeno spero, non lo ...


 
   
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