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  VIVA I LUPI

Grande Francesco Merlo, che dalle pagine di “Repubblica” ci segnala che l’index dei libri “diabolici” è “ancor oggi il più completo catalogo, in ordine alfabetico, da Alfieri Vittorio a Zola Emile, dei libri che bisogna leggere, uno straordinario Centro di Orientamento, la fonte battesimale di chiunque tenti di capire il mondo attraverso i libri”.

Grande perché, senza volerlo, ci fa da battistrada per uno dei nostri prossimi volumi di Eretica che è appunto l’elenco completo dei “libri del diavolo” con opportune chiose e cronaca dal 1559 alla abolizione, quarant’anni fa.

Ma c’è un secondo motivo di riconoscenza: alla vigilia dell’ammorbamento da premi letterari (Strega, Viareggio, Campiello e Cicciobello) attraverso giornali, televisioni e radio lui, Francesco Merlo, gliene canta quattro ai signori dei premi e delle pagine letterarie.

Leggete quello che dice a chiusura del suo pezzone: “Di sicuro noi occidentali siamo troppo rincitrulliti dal sistema dell’editoria di massa e assistita, dei premi letterari e delle recensioni che, specie in Italia, sono quasi tutte “truccate”, al contrario del rigoroso Indice, dove non si entrava se non eri un grande. Oggi che la promozione dei libri è una colossale industria delle patacche, scientificamente organizzata dagli editori e dagli amici degli amici perché, come diceva Flaiano, “quando si recensisce il libro di un amico è un dovere paragonarlo a Hegel”, oggi insomma noi quasi quasi vorremmo che la Chiesa ci restituisse l’Indice, magari su iniziativa degli zelantissimi atei devoti, per non far davvero scomparire gli amatissimi ...


 
   
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