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BIANCIARDI PER PRIMO
Da alcuni anni stiamo ricostruendo i primi libri Millelire, quelli della fine degli anni ’80 tanto vituperati dalla critica e ancor più amati dai lettori.
Li restaura il “mago” Luigi Vernassa, come un artigiano che ripulisce dalle scorie le pietre preziose, per riproporli come e-book scaricabili, liberi e gratuiti.
Non sono più libri di nostra proprietà. Sono beni dell’umanità.
Dopo molte riflessioni abbiamo deciso il grande passo – anche grazie alla passione e alla competenza di Bernardo Parrella – di proporre, tra non molto, nell’apposito spazio Libera Cultura (www.stampalternativa.it/liberacultura/) quei primi Millelire e altri titoli particolarmente significativi e provocanti, inclusi inediti e novità. Materiale tutto liberamente usabile in base alle licenze Creative Commons sotto cui viene rilasciato.
Il primo titolo?
Facile. Si tratta di Bianciardi com’era di Mario Terrosi, amorevolmente inseguito per la pubblicazione e curato da Antonello Ricci in collaborazione con Corrado Barontini.
Poterlo mettere in rete mi riempie di felicità. La felicità di poter disseppellire Bianciardi dalla seconda sepoltura, quella culturale, decretata da una Fondazione grossetana che s’è appropriata del suo nome per distribuire medagliette e diplomi e consentire ai politici di pavoneggiarsi. Con l'aggravante che a Bianciardi, dopo medaglie e diplomi, verrà dedicato un festival e magari una lotteria o una tombola.
A seguire, dopo Bianciardi com’era, ho in mente un altro titolo significativo.
Quel Cent’anni di veleno (www.stampalternativa.it/libri.php?id=88-7226-894-X) di Alessandro Hellmann pubblicato in Strade Bianche a distribuzione regionale, straordinario esempio di narrativa sociale così lontana dai salotti e dai riflettori ... |
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