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  QUESTIONE DI FIRME

A Torino, in occasione del Salone del libro, due pezzi da novanta – editorialmente parlando – hanno sottoposto per la firma ad altri editori presenti un appello contro la nuova legge berlusconiana sulle intercettazioni.
Mondadori ed Einaudi, bracci armati di Berlusconi nell’ambito culturale, si sono rifiutati di sottoscrivere, suscitando meraviglia e scandalo.
A noi, ben presenti al Salone, l’appello non č stato sottoposto per la firma.

A questo punto mi vengono due brevi riflessioni.

La prima. Ma che cos’č tutta questa meraviglia per il fatto che i bracci armati berlusconiani non abbiano sottoscritto? Ma qualcuno, soprattutto dei comunicatori come Mauri e Laterza (gli estensori dell’appello) ancora crede che il Cavaliere sia un liberale, come afferma tra una barzelletta e l’altra? Mi viene da pensare piuttosto che sia stata tesa una trappola per parlare male, come meritano, di Mondadori ed Einaudi. Altrimenti meglio sarebbe non prenderli in considerazione. Chissŕ.

La seconda. Ma che Mauri e Laterza non sapevano che noi abbiamo pubblicato C’era una volta l’intercettazione di Antonio Ingroia (www.stampalternativa.it/libri/978-88-6222-092-7/antonio-ingroia-/c-era-una-volta.html), vero atto d’accusa – ampiamente motivato e documentato – proprio nei confronti del tentativo liberticida dei berlusconiani? Del libro di Ingroia s’č parlato parecchio in televisione e sui giornali. Mi viene da pensare che i due, Mauri e Laterza, non leggano giornali e non guardino televisione. Oppure che anche questa sia una provocazione nei confronti di quelli come noi che resistono col coltello tra i denti per riaffermare con ogni loro libro valori di resistenza e ...


 
   
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