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  MARCELLO GALLIAN, SCRITTORE, FASCISTA, LIBERO E LIBERTARIO

Per Marcello Gallian, (Roma 1902 – 1968) è stato amore a prima vista.
Me ne parlò per primo, facendomi leggere alcune sue pagine, Angiolo Bandinelli, poeta e saggista, oltre che appassionato militante radicale.
Infiammato da quelle prime letture, decisi nel 1989 di iniziare la serie, ormai divenuta mitica, dei Millelire, proprio con un racconto di Marcello Gallian: America, tratto dalla rivista Quadrivio, illustrandolo con alcuni disegni a china del padre di Angiolo, pittore della scuola romana.
Non fu possibile proseguire il percorso di riscoperta di Gallian con Bandinelli, pur rimanendo amici sinceri; ma non abbandonai il proposito di rompere la cortina di silenzio che ha avvolto vigliaccamente Marcello Gallian nel dopoguerra, per riconsegnarlo alla fruizione e al giudizio popolare, unico metro per valutare la grandezza di uno scrittore.
Poi, recentemente, lo stesso colpo di fulmine che colpì Bandinelli ha colpito Ettore Bianciardi, il quale, molto più efficacemente di quello che ero riuscito a fare io, s’è messo sulle piste di Marcello Gallian, frugando assiduamente le biblioteche d’Italia, leggendo, fotografando, scannerizzando quasi tutte le riviste letterarie dell’Italia fascista, fino a mettere in salvo un tesoro di centinaia di racconti, romanzi a puntate inediti, opere teatrali, saggi e altri scritti di Marcello Gallian, ma anche di altri scrittori dell’epoca, anche loro seppelliti sotto una colpevole coltre di silenzio e di omertà.
Ci è apparsa allora, in tutta evidenza, la straordinarietà dell’opera di Gallian, di quello che riteniamo uno dei più grandi (forse il più grande) scrittori ...


 
   
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